L'Amore ai tempi di Fuorigrotta
«Fabiè, io se Maradona non viene a Napoli mi uccido. Hai capito bene quello che t’ho detto? Io mi uccido.»
A Napoli non puoi vivere un sentimento "mezzo e mezzo". Ci devi stare tutto dentro. I Cardinali chiamano "Dio" il più forte Calciatore di sempre. I parenti, durante i pranzi di famiglia a Vico Equense, possono prometterti persino di farla finita. Se non lo vedono arrivare. (1) (2)
Eppure, non bisogna credere il Calcio quale un dogma. Imposto da gente priva di fantasia. Arrabbiata dalla vita. Vincere non è l'unica cosa che conta. Non esistono nemmeno i tifosi "occasionali". Nè sono migliori quelli con l'abbonamento delle partite casalinghe. O i supporter che vanno addirittura in trasferta. La Città non si difende col pallone. Anzi, continua ben oltre le delimitazioni geografiche. San Giorgio a Cremano e Pozzuoli, al netto della loro grande tradizione, sono i quartieri successivi di Partenope. Giugliano e Sorrento valgono quanto la Ferrovia e Posillipo. Finchè guardi il Vesuvio non c'è confine alcuno. Fantasia, dicevo. Quella appunto dei "Fantasisti" come Diego. Che appartengono al titolo di un Documentario "vecchio" di oltre vent'anni. (3)Luigi Necco spiega quanto gliene fregasse dei tecnicismi. Gli importava solo l'umoralità. La passione trasversale. Non è questione di "azzeccare" le figurine dei beniamini sugli Album Panini. I cosiddetti "ritrattielli". Altrimenti le sagome di Osimhen e Kvaratskhelia per la Pignasecca come li spieghi, oggi? In fondo Renato Carpentieri interpretando "Zio Alfredo" ricorda "Giggino il Poeta" di Gerardo Scala, ne "Il mistero di Bellavista". I vicoli in questi giorni sembrano proprio i rifugi antiatomici di Frank Footter, immaginati da Luciano De Crescenzo. I panni stesi, la Madonna di Pompei. Le scritte dei tifosi si amalgamano in un melting pot armonico e folkloristico assieme. "San Gennà, non ti crucciare: tu lo sai, ti voglio bene. Ma 'na finta 'e Maradona squaglia 'o sang' dint'e vvene!". (4)
Basta sbirciare col naso in su. Al Rettifilo, prima dei "Quattro Palazzi" e conseguentemente del Duomo, uno striscione si rivolge al Santo Patrono così: "Gennarì grazie". Forse, certe vibrazioni si tramandano. Inconsapevolmente. Molti ragazzi hanno percepito appena la eco di Massimo Troisi. Ma tanto è bastato per leggere ovunque "Ricomincio da tre", “Non dimentichiamo acqua e gas aperti”, "Viene, viene..,", "Scusate il ritardo". Con buona pace della De Sio e del Cesena. Momentaneamente in vantaggio al "San Paolo", ribattezzato per cordoglio prematuro. (5) Nel mentre "Quel ragazzo della Curva B" di Nino D'Angelo e lo Scugnizzo in incognito di Liberato si sono dati il cinque. Gli "Ultras" di "Palummella" con l'inno recuperato da "La discoteca". Gli "Apache" di Francesco Lettiericon "We Come from Napoli".(6) (7) Tre decenni di fronte all'eternità, probabilmente, non sono niente. Perché "chi ama non dimentica". Le scale "pittate" d'Azzurro non ammettono ragioni. Nemmeno la scaramanzia, stavolta, ha potuto impedire un orgasmo anticipato. In via di prosecuzione. Altro che coito interrotto. Ha coinvolto turisti e chiunque non seguisse le vicende della Squadra fondata nel 1926 da Giorgio Ascarelli. L'imprenditore tessile che fuse l'Internazionale e l'Internaples. "Il Mattino", a firma di un Giornalista sconosciuto, riportò la notizia a mo' di "coccodrillo". Poteva mai presagire Enzo Cannavale a Johannesburg con la CinquecentoTopolino decappottabile e la bandiera sotto agli occhi di Bud Spencer? Oppure dentro ai bar del Centro Storico nei "Poliziotteschi" con Luc Merenda? (8) (9)
I Giornali, dopo la vittoria del Campionato, suggeriscono a tutta pagina che "il successo sportivo dovrà trasformarsi in una leva di rilancio a livello internazionale". Un riscatto, insomma. Il Boom turistico, le Fiction televisive dal grande ascolto, l'attenzione dei Media a ogni fenomeno di costume attorno allo 081. "La congiuntura di Scudetto e Pnrr è un'occasione d'oro". (10) Già.
"All'epoca vivevo a Portici, che è uno dei più sovrappopolati al mondo, un comune vesuviano. Ricordo un'esplosione di azzurro per tutte le strade e un'emozione molto forte. Di essere stato spettatore e anche un po' protagonista, perché tali si sentono i tifosi delle vittorie e le sconfitte della propria squadra". Edoardo De Angelis quasi richiama la scena girata a via Orazio dal "collega" Paolo Sorrentino. Col fermo immagine dei passanti di fronte al Mito. Bloccato al semaforo prima di salire a via Scipione Capece. Sarà che tiene contezza della situazione. Ha diretto alcuni episodi sugli anni posillipini di "El Diez". Per la serie “Sueño Bendito”, prodotta da Amazon. (2) (11) (12) Allora, possiamo concludere che il 2023 non ha scompaginato l'immaginario. L'ha mescolato, semmai. Gli addobbamenti naïf, l'entusiasmo ruspante, gli scooter chiassosi, le signore ai balconi, il casino dei giovani, i fotomontaggi alla buona, gli slogan ironici, le provocazioni alla Juve. Questa cristallizzazione delle emozioni s'è aggiornata coi social, magari. Ma resta la stessa di sempre. Nessuno s'è perso niente. Vivi e morti. Al massimo si sedimenta per un Futuro prossimo metropolitano. L'impressione è che la scenografia rimarrà allestita. Teatro a cielo aperto. Tante volte la metafora è tornata buona. In attesa di altre feste, adesso, s'aggiunge una voce agli itinerari da visitare. A partire dal Murale realizzato da Mario Filardi nel 1990. Anno Santo dei Mondiali italiani. Quando la "Street Art" non faceva tendenza. E Jorit era un bambino in fasce di Quarto, dietro Pianura. Il restauro di Salvatore Iodice (coadiuvato da Francisco Bosoletti) ha dato la stura ai pellegrinaggi a via Emanuele de Deo.
L'oleografia col Copyright tira. "Sorbillo", "Concettina ai Tre Santi", "Nennella", lo Spritz ai Tribunali, il "Lungomare Liberato","le limonate a cosce aperte", le statuette del Presepe fuori stagione di Ferrigno. Via Toledo s'è trasformata in una "vasca" per il passeggio. Somiglia a certe strade di Paese che a fine vacanza preludono stanchezza e nostalgia. Da Piazza Carità arrivi al Plebiscito attraverso centinaia di brand e franchising. Chi ci vive si lamenta sottovoce. Rischiando di passare pure per scassacazzo. Invece "vabbuono accussì". Preferivi gli "scippi"? I Canali locali (detti "liberi") parlano in prevalenza dei "giocatori". Le Radio, i Network, s'adeguano con trasporto. La contaminazione "New Vintage" ha sdoganato lo stereotipo, rielaborando le convenzioni. Franco Ricciardi, Clementino, Gigi D'Alessio, Andrea Sannino, Geolier, Maria Nazionale, i Nu Genea. Non c'è più Pino Daniele da una parte e Mario Merola dall'altra. Spiegarlo è argomento intricato e "scivoloso". Le "mosche" di Malaparte hanno vinto? O è soltanto globalizzazione applicata? Chissà... (13)
Giovanni Esposito doppia Lynch per Stefano Veneruso e fa il Sindaco di Pollena Trocchia da De Martino su Rai 2. Paolantoni (con un passato da protagonista per Virzì) corre nudo a via Caracciolo per "Le Iene". Pasta e patate coprono giusto le grazie. (14) (15) (16) In "Laggiù qualcuno mi ama" di Martone, è "rispuntato" Ettore Scola a rammentare l'atipicità degli intellettuali moderni. (17) Senza scomodare La Capria e Rea un equilibrio tra devozione e tormento è possibile? "Il sesso, senza conflitto, non serve a niente"sostiene Ciro Capano nei panni di Capuano. (2) L'autocritica, l'autoironia, elidono vittimismi di ritorno e provincialismi testardi. Lello Arena con la maglia numero 5 di Ruud Krol ci aspetta al varco sul Ciucciariello da barbiere. Le Sceneggiate non le possiamo toccare. (18) Il compromesso sta nel non prendersi sul serio. Seriamente. Eduardo, Peppino, Titina, Totò, Nino Taranto, Luisa Conte, stanno azzeccati in faccia ai muri scrostati. Coloratissimi che manco gli Avengers dei fumetti. Loro si che l'hanno insegnato allo Stivale intero lo Stile. Le parole si consumano rinnovandosi. Assumendo nuovi significati. L'aggettivo "sospeso", ad esempio. Ha sostituito, con una divertente allusione sportiva, banconi e tazzine. Il Napoletano è Lingua. non prevede due parole per "sonno" e "sogno". "Ne porta una sola: suonno". (19)
"E che succede si vincimmo, mamma mia.
Guagliù, se ne cade Napule.
Se ne cade 'o munno!" (7)
(1) "The Young Pope" (2016) - Paolo Sorrentino
(2) "È stata la mano di Dio" (2021) - Paolo Sorrentino
(4) "Il mistero di Bellavista (1985) - Luciano De Crescenzo
(5) "Scusate il ritardo" (1983) - Massimo Troisi
(6) "Quel ragazzo della Curva B"(1987) - Romano Scandariato
(7) "Ultras" (2020) - Francesco Lettieri
(8) "Piedone l'africano" (1978) - Steno
(9) "Napoli si ribella" (1977) - Michele Massimo Tarantini
(10) "Quel che resterà del sogno azzurro" (7 Maggio 2023, L'Espresso) - Anna Dichiarante
(12) "Maradona: sueño bendito" (2021) - Alejandro Aimetta, Edoardo De Angelis, Roger Gual
(13) "Kaputt" (1944) - Curzio Malaparte
(14) "Da domani mi alzo tardi" (2023) - Stefano Veneruso
(15) "Bar Stella" - Rai 2, 2021 - 2023
(16) "Le Iene" - Italia 1, 1997 - 2023
(17) "Laggiù qualcuno mi ama" (2023) - Mario Martone
(18) "No grazie, il caffè mi rende nervoso" (1982) - Lodovico Gasparini
(19) "Montedidio" (2001) - Erri De Luca